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  • lorenatosi0

MANIA DI CONTROLLO: UN BISOGNO CHE DIVENTA PRIGIONE

Ad ognuno di noi è capitato di avere a che fare con persone che si assicurano costantemente che tutto vada secondo uno schema che si sono prefissate, persone che controllano tutto e tutti: persone, situazioni, eventi, senza avere mai un momento di rilassamento.

Parliamo quindi di persone maniache del controllo, sempre attente a tutto e che non ammettono l’imprevisto.

Appare abbastanza ovvio che tali persone vivano costantemente nell’ansia: un’ansia che riescono a lenire solo attraverso il controllo.


Se ci pensiamo bene, questi sono comportamenti che possono manifestarsi in diversi contesti: pensiamo a quei genitori che controllano i loro figli, affinché possano restare con loro a lungo. O a quei rapporti di amore o di amicizia, in cui c’è sempre qualcuno che pretende troppo dall’altro: insomma, per alcune persone il termine controllo è all’ordine del giorno: l’unico modo che conoscono per relazionarsi alla vita e agli altri.

Ma perché ciò avviene ? Cosa si nasconde dietro questi comportamenti?

La loro insicurezza: le persone che hanno la necessità di controllare sempre tutto e tutti in realtà sono persone che non riescono a controllare se stesse e le loro paure.

Detto questo appare chiaro come la necessità di controllo sia in realtà un meccanismo di difesa che si attiva per una bassa autostima, una forte insicurezza e una bassa capacità di gestire le proprie emozioni: coloro che hanno la necessità di tenere ogni cosa sotto controllo sono persone perfezioniste, ma profondamente insicure.


Molto spesso un soggetto con tali caratteristiche ha avuto una famiglia che richiedeva un modello di efficienza troppo rigido e critico: in un certo senso, chi ha avuto una madre o un padre che richiedeva uno stile di vita perfetto, tenderà da adulto ad essere altrettanto auto-critico e tendente alla perfezione, fino a controllare tutto nei minimi dettagli, per assicurarsi che tutto vada come previsto.

Dietro questi comportamenti di controllo c’è una mancanza di autonomia che viene da molto lontano: per questo motivo alcune persone arrivano a nutrirsi attraverso il controllo esercitato su persone e eventi, senza provare empatia e senza tener conto delle necessità altrui: quando una persona tendente al controllo vuole qualcosa, lo vuole e basta. Non chiede.


Questo ipercontrollo ci suggerisce dunque che alcune persone trovino sicurezza solo in questo comportamento estremamente attivo e tendente alla perfezione, cosa che si manifesta maggiormente quando si sentono costretti a rilassarsi. Sembra un paradosso, ma quando si potrebbero riposare, i maniaci del controllo cominciano ad agitarsi, perché avvertono che non ci sono azioni da fare, e immaginano che qualcosa stia sfuggendo al loro controllo.


COSA SI FA IN QUESTI CASI? COSA PUO’ FARE LO PSICOLOGO?

Sicuramente è importante comprendere se il motivo per cui il pz viene in studio e chiede un supporto psicologico (ansia, attacchi di panico, depressione ad es, stress) nasconda o derivi da tale mania di controllo. Le cause della mania del controllo possono essere legate a:

esperienze di vita traumatiche o abusi

mancanza di fiducia

ansia

paura dell’abbandono

autostima scarsa o compromessa

i valori, le convinzioni, il credo della persona

perfezionismo e paura del fallimento

sensibilità emotiva e paura di vivere emozioni dolorose


Sicuramente è di fondamentale importanza in tal caso fare psicoeducazione portando il pz a capire che controllare gli altri non è sicuramente il modo migliore per stare meglio: cercare di dominare chi abbiamo intorno non è la soluzione. Per questo sarebbe consigliabile riuscire ad imparare a controllare noi stessi.


Inoltre, è importante capire che non possiamo controllare il nostro futuro: possiamo e dobbiamo concentrarci solo sul nostro presente, tenendo conto del fatto che non tutto può essere tenuto sotto controllo e forse questa è una delle poche certezze che abbiamo. Per questo è importante che lavoriamo su noi stessi e sul nostro mondo emotivo.

Come vincere la mania del controllo?

Prima di tutto è importante imparare a delegare.

Anche gli altri possono portare buoni risultati e svolgere i compiti al meglio, e poi seppur fosse che si commettano errori questi sono necessari proprio per imparare. Iniziare da piccole cose e piano piano passare a compiti più importanti.


E’ necessario comprendere che occorre dare fiducia alle persone, fare in modo che abbiano la loro autonomia, i loro spazi. Imporre la presenza a tutti i costi, controllare e prevedere qualsiasi “mossa” dell’altro come se fosse una partita a scacchi porterà solo la nostra paura, la nostra angoscia a fare “scacco matto” e a rovinare l’armonia nei rapporti interpersonali.


E’ importante anche saper dosare le energie e il tempo da investire in qualsiasi attività.


Nulla può e deve essere assoluto: nella vita si ha bisogno del lavoro quanto delle amicizie, dell’amore, di divertirsi, e a volte di ritagliare del tempo per se stessi senza necessariamente far apparentemente nulla. Questo sarà un tempo che la nostra mente inconsciamente utilizzerà per riordinare le idee, per allentare la tensione o lo stress accumulati, ma tutto questo si può fare solo se si riesce a dare fiducia anche agli altri lasciandoli fuori dal nostro controllo.


Sarebbe utilissimo anche imparare ad uscire dagli schemi, a intraprendere nuove attività, nuove amicizie, imparare ad esplorare tutto ciò che ci circonda e questo si può fare assegnando al pz piccole incombenze o attività che non ha mai svolto prima.


MINIMIZZARE L’ERRORE che per un maniaco del controllo è quasi inaccettabile. "E se sbagliamo?" Non importa: gli errori ed i problemi fanno parte della vita e non possiamo evitarli a lungo; possiamo però cercare di essere flessibili e trovare soluzioni laddove possano essere trovate.

Un percorso di supporto psicologico che aiuti a sviluppare queste competenze può contribuire a gestire e superare con successo la mania di controllo e trasformarla da bisogno imprescindibile a una parte del proprio carattere.


QUALI CONSEGUENZE POSSONO DERIVARE A LIVELLO FISICO ED EMOTIVO DALLA MANIA DI CONTROLLO


Essere maniaci del controllo vuol dire fra altre cose essere incapaci di gestire il pericolo e l’imprevisto. Le persone ipercontrollanti hanno una scarsa autostima, che gli fa credere di non essere in grado di affrontare le situazioni. Accanto alla paura di deludere gli altri, di mostrarsi vulnerabili, di tradire la fiducia che gli altri hanno riposto in te, c’è il costante sospetto di essere traditi e di non aver ricevuto in cambio nulla rispetto a quello che si ha donato.


Generalmente, il ricordo negativo di una esperienza di “mancanza di controllo” terrorizza la persona, che, per scongiurare tale evenienza, evita tutte le situazioni simili, rinforzando tuttavia il circuito dell’ansia.


Tutto questo si riflette sul fisico: la mania di controllo provoca infatti uno stato continuo di tensione muscolare, di rigidità corporea. La conseguenza è un costante senso di stanchezza e spossatezza.


A livello emotivo, invece, l’ipercontrollo blocca le emozioni profonde: sensi di colpa, rabbia, tristezza rimangono inespressi, generando un senso di frustrazione

La terapia più efficace prevede di cominciare con i piccoli gesti, come il cambiare colazione o tragitto per il più classico dei percorsi casa\scuola\lavoro. In questo modo, potrete avere la sensazione che le cose non vadano secondo i vostri piani, pur mantenendo un certo alone di stabilità.

Questo, naturalmente, è solo il primo passo verso un vero e proprio cambio di mentalità, poiché, per essere felici, non bisogna puntare alla perfezione, ma all’eccellenza.


Anche se questi due, apparentemente, paiono sinonimi, in realtà la loro chiave di lettura è opposta. Il perfezionismo non ammette errori, e riscontra delle gravi conseguenze in caso di mancato adempimento di questo risultato. L’eccellenza, invece, è il proverbiale “fare del proprio meglio”, senza sfasciarsi la testa nel caso vi dovessero essere degli imprevisti lungo il vostro percorso.

Lasciare le manie di controllo nel dimenticatoio significa, in sintesi, vivere meglio, ed a pieno, i giorni a nostra disposizione.


LA MANIA DI CONTROLLO PUO’ PORTARE A DISTURBI ANCHE GRAVI?

La mania di controllo può essere semplicemente un tratto del nostro modo di essere ma, in casi limite, può cronicizzarsi fino ad assumere caratteristiche di pervasività e stabilità nell’organizzazione della nostra struttura di personalità.


La rigidità, il distacco emotivo, l’inadeguatezza, l’ipercontrollo possono assumere caratteristiche di poca adattabilità all’ambiente compromettendo le varie aree di funzionamento dell’individuo.

Nella mente della persona si susseguono idee e pensieri ossessivi che portano ansia e angoscia per timore di vivere una situazione di pericolo.

L’eccessiva mania di controllo quindi, potrebbe portare all’evolversi di un Disturbo Ossessivo – Compulsivo.

La persona è talmente ossessionata e preoccupata per l’ordine che ciò interferisce con lo scopo principale delle sue attività. Il suo eccessivo perfezionismo interferisce con lo svolgimento dei suoi compiti: il soggetto infatti, non riuscendo a soddisfare gli standard elevati della sua prestazione, si sente sempre insoddisfatto e ha difficoltà a completare i propri compiti.


Anche da un punto di vista delle relazioni sociali ci sono delle problematiche in quanto è talmente dedito alla produttività che tralascia i rapporti interpersonali.


.Altro criterio a cui la persona non si sottrae per l’identificazione del disturbo è la sua rigidità. Ha bisogno di avere sempre ragione, non cambia mai le sue posizioni e ciò rende difficile il rapporto con gli altri.


Ovviamente qui entriamo nell’ambito complesso dei disturbi di personalità che rendono più difficile il trattamento mentre molto si può fare quando la mania di controllo rientra nei tratti di personalità che possono evolversi positivamente.






“Lasciare significa che per un po’ le cose seguano il loro corso, che si muovano liberamente senza il nostro intervento, finché la direzione del loro movimento non si mostri spontaneamente. Se rinunciamo a tentare di guidare le cose e quelle, muovendosi, si allontanano da noi, lasciamole andare. Molliamo la presa.

Se le lasciamo andare per la loro strada, ci rendiamo liberi per qualcos’altro.”

Bert Hellinger

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